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TESSERAMENTO 2017

«Una Lista Sardegna per le Politiche»

Articolo de "L'Unione Sarda del 23/12/2012

Il segreto per la rinascita l'Isola? «Creare una lista Sardegna per le prossime politiche che coinvolga le forze autonomiste e indipendentiste». A proporla è il generale in ausiliaria della Brigata Sassari Gianfranco Scalas, presidente di Fortza Paris.
Il vostro movimento fa parte della galassia autonomista e federalista: come si colloca rispetto alle forze di centrodestra e centrosinistra? «Siamo per l'autogoverno della Sardegna. Con il centrodestra il sorriso non ci è venuto. Anzi. Il Pd, invece, deve recuperare un senso dell'autonomia sarda in maniera marcata».
Porte aperte all'indipendentismo? «Assolutamente sì. Occorre creare una federazione tra i partiti sardi per confrontarsi anche con centrodestra e sinistra. Fortza Paris è a metà strada tra autonomismo e indipendentismo.
La mozione per l'indipendenza non è passata in Consiglio. Per quale parte avrebbe dato il suo assenso? «A mio parere è stato un passo affrettato presentare una mozione difficile da approvare.
L'indipendentismo è una prospettiva che va costruita coi tempi giusti».
Ma la Sardegna può uscire dalla crisi? «Sì. Deve però risolvere il problema dell'insularità con l'attuazione dei punti franchi, ma anche sciogliere i nodi in campo energetico e infrastrutturale. Una carenza quest'ultima mai colmata. Quando Pili era presidente della Giunta era stato promesso ai sardi che la 131 sarebbe diventata una specie di autostrada. Parole. Comunque i deputati devono riunirsi in un gruppo Sardegna e presentarsi compatti in Parlamento sui problemi dell'Isola».
E quindi? «E quindi bisogna ripartire da una politica federalista e dal territorio. Ci sono 377 Comuni nell'Isola, rimettiamo in moto le loro microeconomie».
Come giudica la prospettiva della riforma dello Statuto? «La riforma dello Statuto è una bufala che i governi regionali ci hanno raccontato. I sardi sono stanchi delle canzoncine. Anche la Consulta e l'Assemblea Costituente devono essere fatte all'inizio della legislatura. È chiaro che lo Statuto del '48 va rivisto e adeguato, ma in materia di entrate è sempre valido».
Cosa rimane del suo passato del Msi e An? Lei si sente un sardista di destra? «Sì, mi chiamano così. Preferisco, però, parlare di sardità. Mi sono rimasti i valori, quelli della Destra sociale che sono spendibili sia a destra che a sinistra».

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